Il futuro dell’ illuminazione

Il futuro dell’ illuminazione

Il bando europeo dei vecchi bulbi a incandescenza ci costringe a cambiare le lampadine con Led e fluorescenti. E stimola i designer a ideare nuove forme luminose

Il mitico bulbo di vetro con il filamento di tungsteno, dopo oltre un secolo di servizio, viene messo a riposo da una legge europea. Dal primo settembre scorso sono sparite le lampadine trasparenti da 100 W e oltre, e tutte quelle bianche. Poi via via si arriverà al bando totale nel settembre 2012.
I sostituti sono già in commercio: lampadine fluorescenti e Led, ai quali tra qualche anno si aggiungeranno anche gli Oled (vedi box). Sopravvivono, almeno per ora, le alogene, evoluzione più efficiente delle incandescenti. Molti addetti ai lavori contestano la necessità, la modalità e persino la reale convenienza in termini ambientali della norma europea. Ingo Maurer che ha fatto della lampadina classica un pilastro delle sue più famose creazioni, come Luccellino e Birds Birds Birds, è forse il più accanito oppositore al bando. Non si rassegna al diktat e consiglia esplicitamente un atto di disobbedienza civile: la creazione di scorte personali di lampadine a incandescenza (sul sito www.ingo-maurer.com il manifesto della sua azione). Intanto sta lavorando a un nuovo tipo di lampadina, chiamato Wonderlux: ha la forma di un tradizionale bulbo, ma al posto del filamento di tungsteno contiene un Led nascosto nel portalampada. In molti la pensano come Maurer, ma ormai i giochi sono fatti, e la legge ci costringe a cambiare luci.
L’alternativa più immediata è costituita dalle lampade fluorescenti compatte integrate (CFL). Sono cinque volte più efficienti delle incandescenti (bastano 12 W per avere la luce di una vecchia 60 W), e durano molto di più: fino a 20.000 ore, contro le 1.000 di una lampadina tradizionale. Con la loro imposizione sul mercato, l’Europa conta di ridurre del 30% il consumo di energia per l’illuminazione. Chi si oppone sottolinea invece come le CFL siano composte da diversi, troppi, materiali: vetro, gas, plastiche, circuiti elettronici e una piccola parte di velenosissimo mercurio. Questo comporta un consumo maggiore di energia per la produzione rispetto ai vecchi bulbi di vetro e metallo, e soprattutto una maggiore difficoltà nello smaltimento a fine vita.
Infine, il problema estetico: se le CFL di ultima generazione hanno in parte risolto i problemi di gioventù (luce molto fredda e lentezza di accensione), ancora non possono competere con l’eleganza minimalista di un classico bulbo a incandescenza. Tant’è che la maggior parte dei designer impegnati a progettare i sistemi di illuminazione del prossimo futuro punta sui Led, e non sulle lampadine fluorescenti. I Led (Light Emitting Diodes) hanno un’efficienza luminosa (quantità di luce emessa per energia assorbita lm/W) pari a 90–100 lm/W (una lampadina a incandescenza si ferma a 20 lm/W) e una vita media di circa 70.000 ore. Se ancora non sono la fonte primaria di luce nelle nostre case è soprattutto perché si tratta di una tecnologia ancora giovane e costosa. Ma sembra sia solo questione di tempo. Architetti e designer si sono già innamorati della nuova fonte di luce, piccola, efficiente, ecologica, colorata e versatile come nessun’altra. Enzo Catellani, della Catellani&Smith, ha già presentato un’intera collezione di lampade a Led, chiamata 1/5 led eco-logic light (vedi immagine in apertura). Le sue creazioni sono leggerissimi fili metallici e piccole lenti di cristallo che esaltano la luce puntiforme dei Led, e sfruttano i cerchi luminosi e le ombre creati da queste luci sulle superfici (pavimenti, soffitti, pareti) come parte integrante del disegno. Non sarebbe stato possibile fare la stessa cosa con altre lampadine.
Ross Lovegrove invece nasconde un piccolo Led nella base della sua Cosmic Leaf da tavolo (per Artemide, foto in alto) e ne diffonde il fascio di luce con una foglia di metacrilato trasparente. E la nuova fonte di luce ha ispirato la poesia di Life 01, disegnata da Paul Cocksedge per Flos: un vaso di cristallo con un Led nella base che si accende quando viene immerso un fiore e si spegne gradualmente man mano che il fiore appassisce. Splendida metafora del rapporto tra luce e vita.
Led e Oled
I Led sono dispositivi elettronici in cui un materiale semiconduttore attraversato da corrente elettrica genera luce. A seconda del tipo di semiconduttore scelto la luce generata è di colore diverso. Gli Oled sfruttano lo stesso principio, ma, al posto di un semiconduttore costituito da cristalli inorganici, usano semiconduttori organici. Questo permette di creare fogli luminosi spessi pochi millimetri che emettono una luce soffusa, a differenza dei Led che sono una fonte estremamente compatta di luce molto brillante. La Philips, che già vende Oled ad architetti e designer (www.lumiblade.org), prevede la diffusione di massa nel giro di qualche anno. E in un futuro non troppo lontano di produrre Oled in fogli trasparenti e arrotolabili.

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